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Radio, se la nuova indagine sugli ascolti premia trash e “rumore”

Nessuno sa esattamente quando è avvenuta la svolta. Ma è avvenuta.
Fino a un momento prima, chi faceva programmi trash magari si beava dei buoni ascolti che otteneva ma un po’ si vergognava. Come a chi scappa un rutto in pubblico, cosa che fa ridere alcuni ma scandalizza(va) i più.
Poi, appunto, c’è stata la svolta. Il trash da popolare è diventato figo. E i volgari si sono scoperti maggioranza. I social hanno amplificato tutto. Col risultato che, per stare al mondo della radio, Cruciani è ormai il simbolo di Radio 24, l’emittente della Confindustria, e quelli dello Zoo il simbolo di 105. E pazienza se Cruciani sta alla radio della Confindustria come Hannibal The Cannibal a un raduno di vegetariani. Ormai chi urla di più vince. Per fortuna tanti programmi nelle emittenti private e pubbliche non urlano. Ma cosa succederà al mondo radiofonico se davvero la nuova misurazione degli ascolti finirà col premiare il trash e il “rumore” invece che la qualità? Può sembrare una cosa per addetti ai lavori. Ma, secondo me, riguarda tutti noi. A farmela scoprire è stato un bell’articolo dell’avvocato e giornalista Massimo Lualdi, direttore di Newslinet.it, uscito sul suo sito. Con l’aiuto dell’IA ho scavato nel problema è ho costruito la dashboard interattiva che trovate sotto.

Audiradio: Innovazione e il Rischio “Rumore”

La Radio italiana tra innovazione e rischio

L’introduzione della nuova metodologia SDK da parte di Audiradio segna un passo cruciale per la misurazione degli ascolti radiofonici, promettendo di unificare mondo live e on-demand. Tuttavia, questa evoluzione tecnologica nasconde una sfida critica: il rischio di premiare il “rumore” e i contenuti sensazionalistici a scapito della qualità, alterando gli equilibri editoriali consolidati.

Aggiornamento Calendario Dati Audiradio

La pubblicazione dei primi dati pubblici del 1° semestre 2025 è stata posticipata.

Data Iniziale

Fine Luglio 2025

Nuova Data

26 Settembre 2025

La svolta nella misurazione dell’ascolto

Per decenni, la misurazione si è basata sul ricordo degli ascoltatori (metodo CATI). Ora, Audiradio integra i big data raccolti passivamente tramite un Software Development Kit (SDK), puntando a una “currency unificata” che includa l’ascolto on-demand (catch-up). Vediamo le differenze chiave tra i due approcci.

PRIMA: Metodo CATI

  • Basato sul ricordo

    Rilevazione tramite interviste telefoniche (CATI) che dipendono dalla memoria dell’intervistato.

  • Limiti sull’on-demand

    Storicamente incapace di valorizzare l’ascolto on-demand, che sfuggiva quasi del tutto alla rilevazione.

  • Confusione tra live e differita

    Difficoltà per l’utente nel distinguere con precisione l’ascolto in diretta da quello in differita (catch-up).

ORA: l’integrazione SDK

  • Panel + Big Data

    Integra le interviste con dati digitali passivi raccolti da app, siti e player tramite l’SDK.

  • Valorizzazione dell’ascolto on-demand

    Crea una “currency unificata” misurando finalmente l’ascolto on-demand di contenuti lineari (non podcast).

  • Rilevazione passiva

    Utilizza tecnologie di “fingerprinting/watermarking” per un tracciamento automatico e più preciso.

Il rischio di premiare trash e “rumore”

La nuova metodologia, focalizzandosi su ciò che viene rilanciato sui social, rischia di favorire contenuti progettati per diventare virali. Questi contenuti “rumorosi” – estremi, polarizzanti e sensazionalistici – superano i contenuti di valore in diverse metriche chiave dell’ecosistema digitale odierno.

Perché trash e “rumore” vincono online

1. La Leva Emozionale

Contenuti con scontri verbali e improperi stimolano reazioni immediate (ilarità, indignazione), spingendo l’utente alla condivisione e rendendoli virali.

2. Accessibilità e “memetica”

Il “trash” non richiede background culturale per essere compreso. Si presta perfettamente a meme, GIF e parodie, alimentando la viralità sui social.

3. Algoritmi dei social media

Le piattaforme social tendono a privilegiare ciò che genera più interazioni (like, commenti, condivisioni), indipendentemente dalla qualità, amplificando il rumore a scapito del valore.

4. Lo scrolling compulsivo

In un’epoca di attenzione frammentata, urla, litigi e situazioni grottesche catturano l’utente più rapidamente di un’esposizione pacata, che richiede tempo e riflessione.

“È una dinamica nota agli intervistatori più abili e scaltri, che premia lo shock anziché la sostanza; l’apparenza più del contenuto.”

– Giovanni Madaro, Media Progress

La via d’uscita

L’SDK di Audiradio è uno strumento potente, ma il suo impatto dipende da come verrà governato. Per evitare una deriva verso la banalizzazione e la rincorsa all’esagerazione, è fondamentale un impegno congiunto. L’accuratezza della rilevazione e la qualità dell’informazione devono andare di pari passo.

Serve un controllo imparziale

Necessità di un controllo imparziale per garantire che la metodologia di rilevazione non crei distorsioni e premi la qualità.

La collaborazione degli editori

Responsabilità condivisa nel mantenere il ruolo educativo e informativo dei media, evitando di sfruttare le debolezze del sistema per un guadagno a breve termine.