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E se copiassimo la Danimarca per aiutare l’editoria?

Sul sito del Reuters Institute è stato pubblicato un interessante articolo intitolato Dalle tasse alle notizie: come la Danimarca sta ripensando i finanziamenti pubblici per gli editori privati scritto da Rasmus Kleis Nielsen, già direttore del Reuters Institute tra il 2018 e il 2024 e attualmente professore presso l’Università di Copenaghen, nonché presidente della commissione che sta ripensando in Danimarca i finanziamenti all’editoria.

La Danimarca investe già circa lo 0,2% del suo PIL nel sostegno ai media, uno dei livelli più alti al mondo. La sfida non è ottenere i fondi, ma distribuirli in modo efficace, equo e trasparente, senza compromettere l’indipendenza editoriale.

Il modello proposto si basa su un sistema trasparente che risponde a cinque domande chiave: chi dovrebbe ricevere i fondi? come? su quale base? perché? con quali risultati?

• Idoneità (Chi): Il modello definisce otto criteri oggettivi e neutri rispetto a contenuti e piattaforme per identificare le testate giornalistiche qualificabili, garantendo che il sostegno sia diretto a media con una chiara identità editoriale, indipendenza, risorse adeguate e un focus sull’attualità di rilevanza pubblica.

• Distribuzione (Come e su quale base): I fondi vengono erogati come sussidi diretti in denaro, la cui entità è calcolata in base all’investimento editoriale di ciascuna testata. Questo approccio è modificato da tre leve chiave:

    1. Una ponderazione che favorisce le testate locali/regionali e quelle indipendenti per promuovere la diversità.

    2. Un tetto massimo assoluto per evitare che i maggiori operatori assorbano la maggior parte dei fondi.

    3. Un limite alla dipendenza per garantire che nessuna testata riceva più del 35% del suo investimento editoriale in sussidi, salvaguardandone l’autonomia.

• Motivazione e Impatto (Perché e Con quali risultati): Il fine ultimo è il “sostegno alla democrazia”, investendo in un’infrastruttura critica per un pubblico informato e impegnato. Il modello è progettato per incentivare l’investimento nel giornalismo professionale, sostenere la diversità mediatica a livello locale e nazionale ed evitare di rafforzare le dinamiche di mercato “winner-takes-most”, il tutto attraverso un processo che minimizza il rischio di interferenze politiche.

Sebbene concepito per il contesto danese – scrive l’autore – offre un modello potenzialmente ispiratore per altre nazioni che considerano forme di sostegno pubblico al giornalismo.

Cosa fa l’Italia

L’Italia finanzia l’editoria attraverso diversi strumenti, come il “Fondo unico per il pluralismo e l’innovazione digitale” e altri bandi specifici per l’innovazione tecnologica e i progetti editoriali. I fondi sono destinati a imprese editrici di quotidiani, periodici, agenzie di stampa, radio e televisioni per sostenere l’adeguamento tecnologico, la transizione digitale, e altre iniziative, con erogazioni dirette e ritenute d’acconto previste. 

Tipologie di finanziamento

  • Fondo unico per il pluralismo e l’innovazione digitale: Stanziato tramite decreti, ha risorse specifiche per il 2025 (circa 82 milioni di euro), destinate a imprese editrici di diverse tipologie.
  • Contributi per l’innovazione tecnologica: Finanziamenti, spesso legati all’adeguamento delle infrastrutture e dei processi produttivi e alla transizione digitale, possono arrivare al 70% delle spese sostenute, con un massimo di 10 milioni di euro per le imprese editrici di quotidiani, periodici e agenzie di stampa.
  • Fondi straordinari: Misure temporanee, come il “Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria”, sono state istituite per supportare specifici periodi, come il 2023, con fondi per l’innovazione.
  • Contributo per copie cartacee: Recentemente è stato istituito un contributo straordinario del 2025 per le imprese editoriali, calcolato su ogni copia cartacea venduta nel 2023. 

Modalità di erogazione

  • Erogazione diretta: Il contributo viene accreditato direttamente sul conto corrente dell’impresa beneficiaria.
  • Ritenuta d’acconto: L’importo erogato è soggetto a una ritenuta d’acconto IRES (del 4%), che viene trattenuta automaticamente e versata alla Tesoreria dello Stato.
  • Piattaforme online: La domanda di partecipazione ai bandi va presentata telematicamente attraverso portali specifici, come quello di Dipartimento per l’informazione e l’editoria e impresainungiorno.gov.it

Esempi di beneficiari

Le erogazioni sono pubbliche e la loro ripartizione viene resa nota attraverso comunicati ufficiali del Ministero della cultura e del Dipartimento per l’informazione e l’editoria

I finanziamenti vengono erogati a specifiche testate e gruppi editoriali, in base a criteri definiti dai bandi. Ad esempio, per il 2023 sono stati riconosciuti contributi a gruppi come Rizzoli Corriere della Sera, Gedi, Cairo Editore. Ma anche a giornali come AvvenireManifestoLibero, Dolomiten ItaliaOggi ricevono contributi pubblici diretti.

NB per realizzare la dashboard che segue mi sono avvalso dell’intelligenza artificiale

Modello Danese di Finanziamento all’Editoria

Il modello danese di finanziamento all’editoria

Contesto e impegno finanziario danese

500M DKK
Sussidi diretti annuali
≈ $80 Milioni USD
~500M DKK
Sussidi indiretti
Principalmente IVA
0.2% PIL
Impegno sul PIL
Tra i più alti al mondo

Se USA e Italia investissero lo 0.2% del PIL per l’editoria come fa la Danimarca

🇩🇰

Danimarca

$160M
all’anno
0.2% del PIL
Base di riferimento
🇺🇸

Stati Uniti

$60 MLD
all’anno (se 0.2% PIL)
375x la Danimarca
Economia più grande
🇮🇹

Italia

€4.3 MLD
all’anno (se 0.2% PIL)
≈27x la Danimarca
Economia più grande

Dettaglio sostegno pubblico ai media in Danimarca

Categoria di spesa Importo (DKK) Importo (USD) Note
Sussidi Diretti 500 Milioni $80 Milioni Erogati direttamente ai media privati
Sussidi Indiretti Quasi 500 Milioni Quasi $80 Milioni Principalmente tramite esenzioni IVA
Totale annuale ≈ 1 Miliardo ≈ $160 Milioni Esclusi gli investimenti nel servizio pubblico (DR)

Struttura di distribuzione: le tre leve

Il cuore del modello è il calcolo meccanico del sussidio basato sull’investimento editoriale, modificato da tre meccanismi chiave che assicurano equità e diversità.

Leva 1: Ponderazione

×1.5
  • Testate locali/regionali
  • Testate indipendenti

Leva 2: Tetto assoluto

Max annuale (DKK)
12.5M Standard
18.75M Ponderato

Leva 3: Tetto dipendenza

35%

Max % dell’investimento editoriale

Tetti massimi di sussidio

Criteri di idoneità

Il modello si basa su 8 criteri oggettivi e neutri rispetto ai contenuti per definire chi è un’organizzazione giornalistica qualificata.

✓ Identità e responsabilità editoriale chiare

✓ Indipendenza (da enti politici/commerciali)

✓ Risorse editoriali (Min. 2 FTE)

✓ Carattere pubblico (Rivolto a pubblico danese)

✓ Copertura di attualità di rilevanza pubblica

✓ Frequenza (Pubblicazione min. 40 volte/anno)

✓ Disponibilità (Accessibile a chiunque)

✓ Editoria giornalistica come scopo primario

Simulazione: impatto delle tre leve

Analizziamo tre tipi ipotetici di testate per comprendere come il modello danese raggiunge il suo obiettivo di sostenere la diversità.

Testata A: Grande nazionale/Profitto

IE: 40M DKK | Quota iniziale: 40M DKK

Tetto dipendenza: 14.0M DKK | Tetto assoluto: 12.5M DKK

→ Sussidio Finale: 12.5M DKK (solo 31.25% della quota iniziale)

Il tetto assoluto limita drasticamente il grande attore

🏘️ Testata B: Piccolo Locale/Regionale

IE: 5M DKK | Ponderazione: ×1.5 → 7.5M DKK

Quota iniziale: 7.5M DKK | Tetto dipendenza: 1.75M DKK

→ Sussidio finale: 1.75M DKK (35% del suo IE)

La ponderazione aumenta il peso, il tetto dipendenza protegge l’autonomia

🚀 Testata C: Medio indipendente/innovativo

IE: 10M DKK | Ponderazione: ×1.5 → 15M DKK

Quota iniziale: 15M DKK | Tetto dipendenza: 3.5M DKK

→ Sussidio finale: 3.5M DKK (35% del suo IE)

La ponderazione garantisce peso maggiore nel pool totale

Testata IE Ponderazione IE ponderato Quota iniziale Tetto dipendenza Tetto assoluto Sussidio finale
A: Grande nazionale 40M DKK ×1.0 40M 40M 14.0M 12.5M 12.5M
B: Piccolo locale 5M DKK ×1.5 7.5M 7.5M 1.75M 18.75M 1.75M
C: Medio indipendente 10M DKK ×1.5 15M 15M 3.5M 18.75M 3.5M

I 5 quesiti fondamentali

N. Quesito Fondamentale Risposta del Modello Proposto Meccanismo Chiave
1 Chi dovrebbe ricevere il sostegno? Testate che soddisfano otto criteri oggettivi (indipendenza, 2 FTE, frequenza, carattere pubblico) Criteri di Idoneità
2 Come dovrebbe essere distribuito? Direttamente in contanti per garantire fungibilità, competenza e trasparenza Sussidi Diretti
3 Su quale base? Investimento Editoriale (IE) modificato da tre leve per garantire diversità e autonomia Formula Meccanica
4 Perché i media dovrebbero ricevere sussidi? Per il sostegno alla democrazia, investendo in un’infrastruttura critica che crea un pubblico informato Motivazione socio-politica
5 Quale impatto atteso? Aumentare l’investimento nel giornalismo, sostenere la diversità locale/indipendente, evitare controllo politico Conseguenze misurabili

Danimarca 🇩🇰 vs. Italia 🇮🇹

Il confronto rivela differenze significative nell’entità del finanziamento e nell’approccio filosofico alla distribuzione dei fondi.

Aspetto 🇩🇰 Modello danese 🇮🇹 Sistema italiano
Obiettivo principale Sostegno alla democrazia e promozione diversità locale/indipendente Pluralismo dell’informazione (storicamente legato a categorie specifiche)
Entità finanziamento ≈ 0.2% del PIL Significativamente inferiore (~€82M nel 2025)
Base di calcolo Investimento editoriale (costo lavoro giornalistico), meccanicamente corretto Storicamente carta/copie vendute; attualmente occupazione giornalisti e digitalizzazione
Criteri di idoneità Neutri al contenuto: 8 criteri oggettivi Categoriali: cooperative, enti no-profit, minoranze linguistiche
Meccanismi di equità Ponderazione ×1.5 + tetti massimi (assoluto e dipendenza 35%) Assenza formula meccanica universale; limitazione tramite criteri categoriali
Rischio Dipendenza Limite 35% dell’IE Non presente tetto universale esplicito e meccanico
Approccio Tecnocratico: focus su output e prevenzione distorsioni Politico/Sociale: sostegno a modelli organizzativi specifici

Sussidi indiretti: confronto

🇩🇰 Danimarca: IVA

  • Forma: Esenzione o aliquota IVA ridotta
  • Ammontare: ~500M DKK (≈$80M)
  • Filosofia: Sostegno passivo, neutro e onnicomprensivo
  • Beneficio: Tutto il settore uniformemente

🇮🇹 Italia: Crediti d’Imposta

  • Forme: Bonus Pubblicità, Credito Carta, Edicole
  • IVA: Aliquota ridotta 4% sul cartaceo
  • Filosofia: Strumento attivo e modulabile
  • Beneficio: Mirato a crisi specifiche e incentivi

Conclusioni

Il modello danese rappresenta un approccio innovativo al finanziamento pubblico dei media, caratterizzato da tre pilastri fondamentali:

  1. Trasparenza Meccanica: Formula chiara basata sull’investimento editoriale effettivo
  2. Promozione della Diversità: Ponderazione e tetti che favoriscono piccoli attori locali/indipendenti
  3. Protezione dell’Autonomia: Limite del 35% per evitare dipendenza eccessiva dallo Stato

Rispetto al modello italiano, più frammentato e categoriale, il sistema danese si distingue per:

  • Un impegno finanziario eccezionale (0.2% del PIL)
  • Criteri di accesso neutri e oggettivi
  • Un sistema di incentivi progettato per prevenire distorsioni di mercato
  • Una filosofia tecnocratica orientata ai risultati misurabili

Dashboard interattiva sul Modello Danese di Finanziamento all’Editoria

Dati e analisi basati sul documento di ricerca