Uno dei modi per sostenere e salvare il giornalismo di qualità è il mecenatismo. Se chiediamo al vocabolario che cos’è il mecenatismo, ci risponderà: «Il mecenatismo è il sostegno economico e materiale fornito da potenti o ricchi a artisti, letterati e intellettuali per promuovere le arti e la cultura». E ancora: «Il termine deriva da Gaio Clinio Mecenate, consigliere dell’imperatore Augusto nell’antica Roma del I secolo a.C., che protesse figure come Virgilio e Orazio». La Treccani, però, svela un aspetto tutt’altro che secondario: «Durante l’età augustea, Mecenate formò un circolo di poeti e letterati per celebrare Roma e il potere imperiale, offrendo protezione e risorse in cambio di opere di lode». Insomma, da subito, chi applicò il mecenatismo lo unì alla propaganda politica.
Tutti noi sappiamo bene la storia delle famiglie Medici a Firenze e Gonzaga a Mantova e di quanto fecero per l’arte, e non solo, ma, se ci concentriamo sul mondo del giornalismo (e sull’Italia), il primo mecenate a sostenere un giornale è considerato Camillo Benso Conte di Cavour, che promosse e finanziò Il Risorgimento, fondato nel 1847 a Torino. Intendiamoci, proprio come Gaio Clinio Mecenate, anche Cavour mescolò il mecenatismo alla propaganda politica. Il Risorgimento» non a caso è considerato il primo esempio di “giornale-partito”.
Potremmo allargare il nostro sguardo all’estero e raccontare, per esempio, la storia del Journal des sçavans, fondato il 5 gennaio 1665 da Denis de Sallo a Parigi. Fu la prima rivista scientifica periodica d’Europa e nacque sotto il patronato di Jean-Baptiste Colbert, ministro di Luigi XIV. Pubblicava scoperte scientifiche, ma anche recensioni di libri, notizie legali e resoconti di processi. Il suo obiettivo era promuovere il sapere erudito in Francia. Nonostante una prima chiusura dopo 13 numeri, rinacque più volte. Dal 1999, con lo stesso nome, viene pubblicata due volte all’anno una rivista volutamente irriverente che «sparge l’intelligenza dei suoi redattori – un gruppo allegro di conigli di peluche – sul popolo».
I mecenati dei giornali oggi
La crisi del modello commerciale tradizionale, basato sulla pubblicità e sulla vendita di copie fisiche, rischia di far sparire la produzione di notizie di interesse pubblico, sia a livello locale (dal 2005 negli Stati Uniti sono scomparsi oltre 3.000 giornali locali) sia nel giornalismo investigativo. In questo vuoto si è inserito il cosiddetto “modello del mecenate”, in cui individui ad alto patrimonio netto, fondazioni filantropiche, trust e coalizioni di donatori coprono i costi operativi delle testate non in cambio di profitto, ma di impatto sociale e democratico.
Ecco alcuni esempi:
Nord Europa (Il Modello “Industrial Foundation”): In Svezia, Norvegia e Danimarca, è normalissimo che i grandi giornali commerciali siano posseduti da una Fondazione. Questo è il modello più solido al mondo: la fondazione detiene le azioni con diritto di voto (per impedire scalate ostili) e usa i dividendi per finanziare il giornalismo. È un mecenatismo “istituzionalizzato”.
Olanda: C’è un attore chiave, la Stichting Democratie en Media (SDM), una fondazione nata dalla resistenza anti-nazista che oggi possiede quote di giganti editoriali (DPG Media) e usa i profitti per finanziare progetti indipendenti come De Correspondent.
Italia: Abbiamo pochi “mecenati puri” moderni. Il caso Open (Enrico Mentana) è l’eccezione che conferma la regola: un patrono individuale che mette capitale a fondo perduto. Per il resto, abbiamo il non-profit investigativo (IrpiMedia, sostenuto da fondazioni globali) o fondazioni bancarie che finanziano progetti culturali, ma raramente coprono i costi operativi di una redazione di news.
Spagna: Molto vivace il settore delle Fondazioni Non-Profit focalizzate su fact-checking e trasparenza (Maldita, Civio), sostenute da filantropia internazionale e sovvenzioni, più che da mecenati locali.
I vari modelli
Il modello a dotazione (The Endowment Model)
Questo rappresenta il “Gold Standard” della stabilità. Un capitale massiccio viene investito finanziariamente, e la testata vive (parzialmente o totalmente) dei rendimenti di questo investimento, senza intaccare il capitale principale.
- Caratteristiche: Indipendenza totale dai cicli pubblicitari e dalla volontà volubile dei donatori annuali.
- Esempi Chiave: The Guardian (Scott Trust), Lenfest Institute (Philadelphia Inquirer).
Il modello non-profit a sostegno diffuso
Modello prevalente negli USA, si basa su un mix di donazioni istituzionali (fondazioni) e donazioni individuali (membership). La testata deve “vendere” il proprio impatto ogni anno per rinnovare i fondi.
- Caratteristiche: Trasparenza fiscale obbligatoria, divieto di endorsement politici
- Esempi Chiave: ProPublica, The Texas Tribune, Honolulu Civil Beat.
Il modello del “proprietario benefattore”
Un individuo acquista o fonda una testata coprendo le perdite di tasca propria.
- Caratteristiche: Massima flessibilità decisionale ma massimo rischio di “Key Person” (se il mecenate si stanca o muore, la testata rischia la chiusura).
- Esempi Chiave: The Baltimore Banner (Stewart Bainum Jr.), Le Monde (Xavier Niel – fase iniziale).
ProPublica e il sostegno filantropico
ProPublica è l’esempio più compiuto di come il giornalismo investigativo possa crescere grazie al sostegno filantropico. Fondato nel 2007-2008 dalla famiglia Sandler, ha saputo trasformare quel capitale iniziale in una struttura istituzionale diversificata. I dati finanziari più recenti indicano una solidità eccezionale. Nel 2024, ProPublica ha riportato asset totali per circa 108 milioni di dollari, con entrate annuali di circa 64,3 milioni di dollari e spese operative di 45,7 milioni di dollari. Questa discrepanza positiva tra entrate e uscite non è casuale: ProPublica accantona sistematicamente i surplus in anni di “vacche grasse” per alimentare un fondo di riserva che protegge la redazione durante le recessioni.
Strategia di Impatto: Il successo di raccolta fondi di ProPublica è direttamente correlato alla sua capacità di dimostrare l’impatto “morale” e legislativo. Il report annuale 2024 cita esplicitamente le inchieste sulla Corte Suprema (i legami finanziari dei giudici con miliardari) e sul sistema sanitario.
ProPublica ha dimostrato che nel modello filantropico, l’inchiesta giornalistica è il “prodotto”, ma l’impatto democratico è il “valore venduto” ai donatori.
Il caso The Texas Tribune
Il Texas Tribune è spesso citato come il modello di business non-profit più replicabile a livello statale. A differenza di ProPublica, che si concentra su grandi donatori nazionali, il Tribune ha sviluppato un modello ibrido.
Struttura dei Ricavi e Asset: Nel 2024, il Tribune ha generato entrate per 15,3 milioni di dollari, con spese di 14,7 milioni, mantenendo un equilibrio precario ma funzionale. Gli asset netti si attestano a circa 12,9 milioni di dollari.
The Baltimore Banner: la scommessa del mecenate locale
Il Baltimore Banner rappresenta un esperimento cruciale nel “salvataggio” delle notizie locali da parte di miliardari benevoli. Nato dalla frustrazione di Stewart Bainum Jr. per non essere riuscito ad acquistare il Baltimore Sun, il Banner è stato lanciato con un impegno di 50 milioni di dollari. L’obiettivo è aggressivo: raggiungere 100.000 abbonati paganti. Ma è ad alto rischio. Se il mercato locale di Baltimora non risponderà come ipotizzato il Banner diventerà un “pozzo senza fondo”. Se Bainum dovesse ritirarsi senza che il pareggio fosse raggiunto, il collasso sarebbe immediato.
Come funziona in Europa
In Europa, la filantropia giornalistica si intreccia con complesse strutture societarie per proteggere l’indipendenza editoriale dalle ingerenze, data l’assenza di una tradizione di donazioni individuali forte come negli USA.
Il modello The Guardian (Regno Unito)
L’inglese The Guardian considerato una sorta di punto di riferimento
Struttura e Finanze:
Proprietà del Scott Trust Limited, il cui unico scopo è garantire l’indipendenza del giornale. Il cuore del sistema è lo Scott Trust Endowment Fund.
- Valore dell’Endowment: Al 2024/2025, il fondo ha un valore superiore a 1,2 miliardi di sterline (stimato in base ai report precedenti e performance di mercato).
- Performance: Il fondo mira a un rendimento annuale di “Inflazione (CPI) + 5%”. Tuttavia, negli ultimi dieci anni, il rendimento annualizzato è stato del 6,3%, leggermente sotto il target a causa dell’alta inflazione.
- Meccanismo di “Sussidio”: I rendimenti del fondo vengono utilizzati per coprire le perdite operative del giornale. Questo permette al Guardian di mantenere il sito gratuito e aperto a livello globale, chiedendo contributi volontari ai lettori invece di imporre un paywall.
Solidità:
Altissima. Anche in caso di crollo totale delle entrate pubblicitarie e dei contributi dei lettori, l’Endowment garantisce anni, se non decenni, di operatività. È una struttura anti-ciclica perfetta.
Il modello Mediapart (Francia)
In Francia, Mediapart ha creato un precedente legale. Pur essendo profittevole grazie agli abbonamenti, i fondatori hanno voluto rendere il capitale “inviolabile”.
Innovazione Strutturale:
Nel 2019, è stato creato il Fonds pour une presse libre (FPL), un fondo di dotazione non-profit che ha acquistato il 100% del capitale di Mediapart.
- Obiettivo: Proteggere il capitale. Le quote non possono essere vendute, impedendo scalate ostili da parte di oligarchi o gruppi industriali.
- Differenza con il Guardian: Mediapart non usa il fondo per coprire perdite (è in attivo), ma usa il fondo per finanziare progetti esterni di difesa della libertà di stampa e prestiti ad altri media indipendenti. È un modello di “filantropia circolare” dove un media di successo finanzia l’ecosistema.
Il modello Correctiv (Germania)
Correctiv, la prima redazione investigativa non-profit tedesca, opera con un budget di circa 4-5 milioni di euro.
- Modello: Ibrido. Finanziamenti iniziali dalla Fondazione Brost, integrati da donazioni di cittadini e vendita di attività educative/libri.
- Trasparenza: Correctiv pubblica ogni donazione superiore a 1.000 euro.
- Impatto: Le recenti inchieste sull’estrema destra (incontro di Potsdam) hanno scatenato proteste di massa, dimostrando che una piccola redazione filantropica può dettare l’agenda nazionale più dei media pubblici.
Il modello Bellingcat
Nato come blog di un collettivo internazionale di giornalismo investigativo, ora Bellingcat è un gigante del giornalismo d’inchiesta e dell’OSINT. L’OSINT (Open Source Intelligence) è la disciplina che si occupa della raccolta, analisi e diffusione di informazioni ottenute da fonti pubblicamente disponibili (come social media, siti web, notizie, registri pubblici) per scopi investigativi, di sicurezza, aziendali o di intelligence, operando sempre nel rispetto della legalità e senza accedere a dati privati o protetti.
Finanziamento misto: finanziamenti + formazione) + donazioni.
Lezione: Vendere servizi (formazione) finanzia il giornalismo meglio della sola filantropia.
In America Latina, Africa e Asia
In America Latina, Africa e Asia, il mecenatismo assume spesso la forma di “aiuti allo sviluppo” (Aid Journalism). Questo crea un paradosso: i fondi sono essenziali per la sopravvivenza, ma espongono le testate a rischi politici letali.
Il Caso El Faro (El Salvador) e la trappola della “foreign agent”
El Faro è un faro del giornalismo investigativo, ma la sua struttura finanziaria è usata come arma dal governo di Nayib Bukele.
Dipendenza dai Donatori: Storicamente, El Faro ha dipeso per circa due terzi del suo budget da fondazioni internazionali come Open Society Foundations (Soros) e Ford Foundation.
- Il Rischio: Bukele utilizza questi finanziamenti per etichettare i giornalisti come “mercenari” al servizio di interessi stranieri, minando la loro legittimità agli occhi della popolazione locale. Questo è il rischio principale del modello “Aid Journalism”: la disconnessione percepita dalla base nazionale.
Filippine: Rappler e la “lawfare” linanziaria
Il caso di Rappler è emblematico.
- Il meccanismo PDR: La costituzione filippina vieta la proprietà straniera dei media. Omidyar Network ha investito in Rappler tramite Philippine Depositary Receipts (PDR), strumenti finanziari che danno diritto ai dividendi ma non al voto o alla proprietà.
- L’Attacco: Il governo Duterte ha sostenuto che i PDR di Omidyar violassero la costituzione, revocando la licenza operativa di Rappler. Anche se Omidyar ha poi donato i PDR allo staff di Rappler per risolvere il problema, il caso mostra come l’ingegneria finanziaria creativa per attrarre capitale esteri possa diventare un tallone d’Achille legale in regimi illiberali.
L’Africa tra innovazione e sostenibilità
- The Continent: Un settimanale “nativo di WhatsApp”.
- Funding: Quasi interamente filantropico (Luminate, Ford, Rockefeller).
- Logica: I donatori finanziano l’innovazione distributiva (raggiungere i giovani africani dove sono, su WhatsApp) più che i contenuti. Non è ancora commercialmente sostenibile, ma ha un alto “ritorno sull’impatto”. Cioè, l’investimento genera risultati significativi e positivi che vanno oltre il mero guadagno economico.
- Daily Maverick (Sudafrica):
- Successo Membership: Ha raggiunto il 40% delle entrate totali derivanti dalla membership dei lettori.
- Modello: Usa i finanziamenti per le inchieste ad alto costo e la membership per coprire i costi operativi. È considerato uno dei modelli più “sani” nel Sud del mondo.
Asia: Malaysiakini e il sussidio incrociato
Malaysiakini è uno dei pochi esempi di successo commerciale in un ambiente ostile.
- Modello: Freemium segmentato. I contenuti in lingua malese sono gratuiti (per massimizzare l’impatto elettorale e sociale sulla maggioranza), mentre i contenuti in inglese e cinese sono a pagamento (perché destinati alla classe media urbana e agli emigrati)
- Ruolo dei Donatori: Le sovvenzioni sono state cruciali all’inizio, ma la testata si regge prevalentemente sui ricavi propri.

I “casi fallimentari” e le lezioni imparate
Non tutte le storie di mecenatismo hanno un lieto fine. L’analisi dei fallimenti è però cruciale per capire i limiti del modello.
Pacific Standard e la “sindrome del capriccio”
Pacific Standard era una rivista pluripremiata focalizzata sulla giustizia sociale. Nel 2019, è stata chiusa improvvisamente.
- Causa: Il suo unico finanziatore principale, Sage Publications (tramite la Social Justice Foundation), ha deciso di tagliare i fondi filantropici per concentrarsi su altre priorità, nonostante la rivista avesse un pubblico in crescita e successo editoriale.
- Lezione: Senza un contratto vincolante pluriennale, una testata con un solo donatore è sempre a rischio di liquidazione immediata.
Il caso De Correspondent in Usa
L’espansione americana della testata olandese De Correspondent è un caso di studio sul fallimento nonostante un fundraising iniziale di successo (2,5 milioni di dollari raccolti dai membri fondatori).
- Il Crollo: Nonostante i fondi iniziali, la testata ha chiuso nel 2021. Il problema non era la mancanza di mecenati iniziali, ma l’incapacità di mantenere la promessa editoriale e di trovare una nicchia in un mercato saturo come quello USA.
- Lezione: Il capitale filantropico o di crowdfunding può avviare un progetto, ma non può sostenere un prodotto che non trova il suo mercato.
Press Forward: la coalizione da mezzo miliardo di dollari
Lanciata negli USA, Press Forward è un’iniziativa che aggrega fondi per 500 milioni di dollari da diverse fondazioni (MacArthur, Knight, Democracy Fund) per rivitalizzare le notizie locali.
- Innovazione: Press Forward finanzia progetti locali e le fondazioni comunitarie raccolgono fondi aggiuntivi, moltiplicando l’impatto. Mira a risolvere problemi di business, legali e tecnologici comuni a tante testate.
Il National Trust che protegge le realtà locali
Invece di fondare nuove testate, il National Trust for Local News acquisisce giornali esistenti (spesso a conduzione familiare e profittevoli, ma senza eredi) per impedire che vengano acquistati da hedge fund predatori
- Modello: Usa capitale filantropico per l’acquisto e poi gestisce i giornali con un modello non-profit sostenibile, centralizzando i servizi di back-office (stampa, HR, tech) per ridurre i costi. È un modello di “conservazione istituzionale”.
Sulla base dell’analisi globale, possiamo classificare la solidità dei modelli di mecenatismo in tre fasce.

Civitates e Journalismfund Europe, due realtà da conoscere
In Europa a supportare i giornali ci sono due realtà interessanti: Civitates e il Journalismfund Europe.
Civitates si definisce «un fondo filantropico collettivo che sostiene i media indipendenti di interesse pubblico e le organizzazioni della società civile in Europa». Mentre il Journalismfund Europe «è un’organizzazione intermediaria indipendente e senza scopo di lucro, registrata in Belgio, che trae origine dal Fondo Pascal Decroos per il giornalismo investigativo». Il Fondo è stato creato nel 1998 da familiari, amici intimi e colleghi di Pascal Decroos per commemorare e promuovere l’eredità di questo giornalista belga».
| Caratteristica | Civitates | Journalismfund Europe |
|---|---|---|
| Missione Primaria | Democrazia, Spazio Civico e Solidarietà (approccio olistico) | Giornalismo Investigativo Transfrontaliero (approccio specifico) |
| Focus Finanziamento | Core Funding Sostenibilità strutturale dell’organizzazione |
Project Funding Produzione di inchieste specifiche |
| Fonti di Fondi | 100% Fondazioni Private (Pooled Fund) | Ibrido: Fondazioni Private + Fondi UE (con firewall) |
| Strumento Erogazione | Inviti diretti e Bandi mirati (Closed/Restricted) | Bandi aperti competitivi (Open Calls regolari) |
| Target Beneficiari | ONG, coalizioni civiche, newsroom medio-piccole | Freelance, team transfrontalieri, piccole newsroom |
| Trasparenza | Media. Liste beneficiari pubbliche, meno dettagli sui singoli importi. | Alta. Database pubblico con titoli progetti, importi e giurati. |
| Processo Selezione | Comitato selezione con esperti/donatori | Giuria indipendente anonima (fino a fine mandato) |
Come Civitates finanzia i media
- Strategia: Identifica “ecosistemi fragili” dove il giornalismo indipendente rischia di sparire.
- Strumento: Fornisce fondi per pagare affitti, salari, tecnologia, non per una singola inchiesta.
- Ciclo: Sovvenzioni pluriennali (spesso 3 anni), per dare stabilità.
- Selezione: Spesso opera tramite inviti o bandi mirati
- Requisiti: I beneficiari devono dimostrare di servire il “pubblico interesse” e di avere standard etici elevati.
Alcuni media sostenuti da Civitates
- Ungheria: 444.hu e Direkt36 (investigativo, critico verso il governo Orban).
- Romania: PressOne e Átlátszó Erdély (focus su disinformazione e comunità ungherese).
- Italia: IRPI (Investigative Reporting Project Italy) – finanziamento strutturale per il centro di giornalismo.
- Polonia: OKO.press (giornalismo investigativo e fact-checking).
- Transnazionale: Bellingcat (Paesi Bassi/Globale) – noto per le inchieste OSINT.
- Importi: Nel 2021, un pacchetto di circa 2.4 milioni di euro è stato diviso tra 11 testate (media circa 220.000€ a testata per il periodo, cifra significativa per piccole newsroom).
Come Journalismfund Europe finanzia i media
Journalismfund gestisce diverse linee, spesso con donatori diversi:
- European Cross-border Grants: Il programma storico. Finanzia team di giornalisti di almeno due paesi diversi per inchieste su temi europei.
- Environmental Investigative Journalism: Focus su ambiente, clima e industria fossile (spesso finanziato da fondazioni come Arcadia o Meliore).
- SoJo Europe: Per il “Solutions Journalism” (giornalismo delle soluzioni).
- Local Cross-Border: Per giornalisti locali che collaborano attraverso i confini su temi di prossimità.
- Professional Development: Grant per la formazione o lo sviluppo organizzativo (meno frequente).
Processo di Selezione
- Pre-proposal / Application: I giornalisti inviano un progetto dettagliato, con il budget e le lettere di intenti delle testate che pubblicheranno.
- Giuria Indipendente: Ogni programma ha una giuria di 4-5 esperti. I nomi restano segreti fino alla fine del loro mandato per evitare pressioni. I donatori non siedono mai in giuria.
- Criteri: Novità, rilevanza europea, fattibilità, metodo investigativo.
- Tasso di successo: Variabile, storicamente competitivo (spesso tra il 10% e il 20% delle domande viene finanziato).
Erogazione e Rendicontazione
- Pagamento: Tipicamente in due/tre tranche (es. 60% anticipo, 40% a pubblicazione e rendicontazione avvenuta).
- Rendicontazione: Richiede prova delle spese (fatture, ricevute) e copia delle pubblicazioni.
- Output: I giornalisti devono pubblicare le storie. Journalismfund non possiede le storie, ma richiede che venga menzionato il supporto.
Esempi di Progetti Finanziati (Recenti)
- “Border Graves Investigation”: Inchiesta transfrontaliera sulle tombe dei migranti ai confini d’Europa (Premio Lorenzo Natali 2024).
- “The Forever Pollution Project”: Mappatura della contaminazione da PFAS in Europa (grande impatto regolatorio).
- “Rotten Routes”: Inchiesta sulle frodi nell’export agricolo.
- “Money to Burn”: Sul finanziamento della biomassa e deforestazione (Environmental Grant).
- “Cities for Rent”: Su come i fondi avvoltoio hanno acquisito proprietà immobiliari nelle città europee.
| Indicatore di Governance | Civitates | Journalismfund Europe |
|---|---|---|
| Lista Donatori Pubblica | ● SÌ Sul sito e report NEF |
● SÌ Dettagliata con importi |
| Lista Beneficiari Pubblica | ● SÌ Elenco organizzazioni |
● SÌ Database ricercabile |
| Bilancio Disaggregato | ◑ PARZIALE Integrato in report NEF |
● SÌ Audit e filing completi |
| Indipendenza Editoriale | ● GARANTITA Policy “Core Support” |
● GARANTITA Sistema Firewall |
| Gestione Conflitti | ● SÌ Astensione Board |
● SÌ Rotazione Giuria |
Valutazione
- Journalismfund Europe è il “gold standard” per la trasparenza tecnica verso il pubblico (sai esattamente chi ha preso quanto per quale inchiesta).
- Civitates è trasparente sugli obiettivi e i partner, ma opera più come un “investitore strategico” discreto. La sua trasparenza è più istituzionale che granulare sui progetti.
Il nodo Soros
Una critica ricorrente negli ambienti conservatori è che Civitates sia un veicolo per l’agenda politica di George Soros. È vero che Open Society è uno dei finanziatori, ma le decisioni sono collettive con altre fondazioni (es. Bosch, King Baudouin) che hanno profili più istituzionali/moderati. La risposta ufficiale di Civitates è che il loro obiettivo non è politico-partitico ma “pre-politico”: «difendere le condizioni di base (informazione libera, diritto di associazione) affinché la democrazia funzioni, indipendentemente da chi vince le elezioni».
Per un osservatore esterno:
- Capire il Meccanismo: Se vedi un’inchiesta transfrontaliera complessa, è probabile che ci sia un grant di Journalismfund Europe (soldi per fare il lavoro). Se vedi un piccolo media indipendente che sopravvive e cresce strutturalmente in un ambiente ostile (es. Ungheria), è probabile che ci sia il supporto di Civitates (soldi per esistere).
- Valutare l’Indipendenza:
- Per Journalismfund, chiedi: “Chi erano i giurati?” (Sono indipendenti dai donatori?).
- Per Civitates, chiedi: “Il finanziamento condiziona la linea editoriale o solo la sopravvivenza del media?” (I report indicano la seconda).
In conclusione
Il mecenatismo non è una soluzione magica al fallimento del mercato, ma uno strumento finanziario che richiede un’ingegneria sofisticata. I casi di successo del futuro non saranno quelli con il donatore più ricco, ma quelli con l’architettura istituzionale più robusta.
Tutti gli studi che ho trovato indicano che il mecenatismo, da solo, non basterà a salvare il mondo del giornalismo, né nemmeno certi generosi crowdfunding da parte dei lettori. Per non parlare più in generale della cosiddetta fatica dei mecenati, che porta alcuni investitori ad abbandonare i progetti dopo alcuni anni perché non li ritengono più sostenibili nei loro portafogli.
Questi sistemi, però, sono e saranno sempre di più un supporto vitale per tante realtà di giornalismo investigativo e di giornalismo puro.
Il mecenatismo puro e il crowdfunding dai lettori rappresentano infatti una “terza via” per le testate indipendenti e nonprofit, ma da soli non basteranno a “salvare” l’intero settore dei giornali tradizionali nei prossimi anni. Possono stabilizzare le nicchie critiche, ma richiedono l’integrazione con modelli ibridi e il supporto pubblico.
Modelli ibridi vincenti futuri
Questi approcci aiuteranno sopravvivenza qualitativa (inchieste indipendenti), ma per un “salvataggio” ampio serviranno regolazioni anti-monopoli tech e nuovi ricavi digitali.

