Un po’ di cose utili #2

by Luigi "Gigio" Rancilio

Secondo numero diCose utili. Il leitmotiv di questa puntata è come funziona l’informazione oggi.
Sull’ospitata di Giorgia Meloni, nel podcast di Fedez, hanno scritto in tanti. Tre cose personalmente mi hanno colpito.

Grazie per aver letto! Iscriviti gratuitamente per ricevere nuovi Post e supportare il mio lavoro.

  1. La prima è che la scelta della Premier di rilasciare l’intervista non a un media tradizionale ma in un podcast “che piace ai giovani”, non dimostra tanto la forza di Fedez, ma quanto avesse paura di perdere il referendum.

  2. La seconda è che sia Fedez sia chi ha commentato sui social, la vicenda hanno dimostrato il livore che hanno verso i media tradizionali e, in generale, verso i giornalisti. Un dato perfettamente in linea con le indagini che hanno analizzato il sempre più scarso livello di fiducia delle persone verso i giornali e i giornalisti. Troppi però hanno dimenticato che, in diverse sue uscite come ospite in podcast di altri conduttori, Fedez aveva già raccontato della sua intenzione di arrivare a distruggere i giornali. All’inizio, dichiaratamente per vendicarsi di come avevano trattato Chiara Ferragni col caso Pandoro, poi per un livore personale (ricordate la furiosa litigata con Travaglio dopo che il direttore del Fatto Quotidiano è stato ospite di Fedez?).

  3. La terza cosa che mi ha colpito è la lucidità con la quale Andrea Secchi su Italia Oggi ha commentato la vicenda spiegando a giornali e giornalisti «cosa hanno Fedez e Joe Rogan che non puoi copiare (e cosa sì)».

Fedez, Meloni e la lezione che i giornali non vogliono sentire

Chessidice nel mondo dei media— la newsletter di Andrea Secchi per Italia Oggi — dedica l’uscita di questa settimana ai podcast. Il punto di partenza è l’intervista di Giorgia Meloni a Fedez e Mr. Marra, a pochi giorni dal referendum sulla giustizia. La domanda che Secchi pone è quella giusta: perché ce l’hanno fatta loro e non una testata tradizionale? La risposta non è “perché hanno più follower”, ma perché hanno una voce riconoscibile che il pubblico aspetta. Il pezzo analizza cosa i media possono imparare dai creator senza smettere di essere giornalismo — e dove, invece, i creator non arrivano. Vale la lettura fino in fondo. →Leggi su Chessidice

Tutto il caso Epstein in un unico database ricercabile con 2 milioni di documenti

Epstein Exposed è un progetto di interesse pubblico costruito da una sola persona: oltre 2 milioni di documenti, 1.500 profili, 3.600 registri di volo, quasi 2 milioni di email. Tutto indicizzato e ricercabile. Non è un sito di gossip: è uno strumento per giornalisti, ricercatori e chiunque voglia lavorare sui documenti originali invece che sulle sintesi. Il costo di gestione è circa 8.900 dollari al mese, sostenuto da donazioni. Un esempio di cosa può fare una persona sola con le tecnologie giuste e una missione chiara. →Esplora il database

Quattro cose su Yahoo News che dovresti sapere

Il Nieman Lab ha pubblicato un ritratto aggiornato di Yahoo News: 180 milioni di visitatori unici al mese, costantemente tra i primi siti di news negli Stati Uniti. La chiave del suo successo non è il giornalismo, ma le abitudini: email, finanza, sport, giochi quotidiani. Yahoo ha acquisito l’app Artifact — nata da ex fondatori di Instagram — e l’ha trasformata nel proprio motore di discovery. Ha lanciato Yahoo Scout, un motore di ricerca AI che, a differenza di altri, manda traffico verso le fonti originali invece di tenerlo per sé. Interessante da seguire per chi lavora sul rapporto tra piattaforme e publisher. →Leggi su Nieman Lab

I dati del terremoto 2016 finalmente (quasi tutti) liberi

La campagnaracconta proprio qui su Substack come, tramite una richiesta FOIA al Commissario straordinario per il sisma del Centro Italia, sono riusciti a ottenere i dati aggiornati sulla ricostruzione pubblica: 3.542 interventi, 12.847 codici gara, copertura dell’87% degli appalti. I dati non includevano i CIG — indispensabili per tracciare chi ha vinto i contratti — e allora li hanno ricavati loro incrociando fonti pubbliche. Tutto pubblicato su GitHub e Google Sheet, liberamente scaricabile. Un modello di giornalismo dei dati civico che in Italia ancora non ha molti imitatori. →Leggi su Substack

Grazie per aver letto! Iscriviti gratuitamente per ricevere nuovi Post e supportare il mio lavoro.

You may also like