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Così cambierà il giornalismo: le previsioni di 30 esperti

Come cambierà il giornalismo? È una domanda che ci facciamo spesso ma che altrettanto spesso riceve risposte banali o preconfezionate.

Per fortuna, il Nieman Lab (che è un’iniziativa accademica e giornalistica della Nieman Foundation di Harvard) ha chiesto ad alcuni esperti di rispondere alla domanda: quali saranno i cambiamenti più importanti che impatteranno nel 2026 sul giornalismo?

Una cosa simile l’ha fatta anche la Columbia Journalism Review, la prestigiosa rivista per giornalisti pubblicata dalla Columbia University Graduate School of Journalism dal 1961.

Il risultato è una preziosa serie di analisi e di consigli su come sta cambiando e cambierà il giornalismo che non dovresti assolutamente perderti.

Se per caso vai di fretta, per mia e tua comodità ho raccolto con l’aiuto dell’intelligenza artificiale i pareri che mi sono sembrati più importanti.
Lo so è un articolo lungo e ci vogliono un po’ di minuti per leggerlo, ma sono niente davanti alle ore che spenderesti per leggere ogni parere.


 Le previsioni per il 2026 e oltre indicano quattro aree critiche di cambiamento. In primo luogo, l’intelligenza artificiale (IA) emerge come una forza a doppio taglio: da un lato, è uno strumento rivoluzionario per il giornalismo investigativo, capace di analizzare vasti set di dati e scoprire storie nascoste; dall’altro, minaccia di automatizzare e svalutare il giornalismo esplicativo, introducendo al contempo pregiudizi ideologici invisibili che possono plasmare la copertura mediatica. In secondo luogo, le dinamiche del pubblico si stanno evolvendo rapidamente, con una crescente domanda di autenticità, narrazioni umane e contenuti che risuonino a livello emotivo.
Si assiste a un allontanamento dalla semplice fatica da notizie verso la ricerca della “gioia di perdersi qualcosa” (JOMO), mentre i giovani dimostrano un forte interesse per i formati video di lunga durata, contrariamente agli stereotipi comuni. In terzo luogo, il ruolo stesso del giornalismo è in fase di ridefinizione: si passa da un approccio basato sulla verifica dei fatti (fact-checking) a uno che indaga le cause emotive e strutturali della disinformazione (friction-checking).

Le reti informative informali e comunitarie stanno emergendo come i sistemi più funzionali, e la fiducia non è più vista come l’unica valuta, lasciando spazio a concetti come l’interesse e il rispetto. Infine, le strategie di sopravvivenza per le organizzazioni giornalistiche richiedono un ritorno ai contenuti unici e a prova di IA (giornalismo iperlocale, investigativo), un investimento critico in infrastrutture digitali condivise e un adattamento a un futuro in cui pochi grandi marchi globali coesisteranno con un ecosistema frammentato di creatori e pubblicazioni di nicchia


IA come strumento investigativo e di scoperta

L’IA sta trasformando il giornalismo investigativo, consentendo alle redazioni di analizzare quantità di dati precedentemente ingestibili. Rubina Madan Fillion descrive questo cambiamento come il passaggio da una “manichetta antincendio” di informazioni a un “imbuto” che aiuta i giornalisti a individuare ciò che merita un’analisi approfondita.

• Analisi su Larga Scala: Strumenti basati sull’IA possono setacciare migliaia di documenti, trascrizioni audio e video in tempi record.
Ad esempio, per analizzare 2.500 podcast e video di Charlie Kirk sono state necessarie due settimane, mentre un progetto simile su Tucker Carlson nel 2022 aveva richiesto un anno.

• Strumenti Specifici:

    ◦ Cheatsheet (New York Times): Un’app di fogli di calcolo basata sull’IA per cercare, riassumere, classificare e tradurre informazioni da vasti set di dati, come documenti FOIA e filmati.

    ◦ Djinn (iTromsø, Norvegia): Analizza documenti governativi e archivi comunali per trovare spunti per articoli.

    ◦ LocalLens (Chalkbeat): Trascrive e riassume le riunioni dei consigli scolastici, ampliando la portata della copertura locale.

    ◦ Watchdog (Helsingin Sanomat, Finlandia): Analizza registri pubblici per segnalare potenziali storie ai redattori.

La funzione principale dell’intelligenza artificiale in redazione non sarà quella di far risparmiare ai giornalisti qualche minuto in compiti ripetitivi; li aiuterà a scoprire storie che altrimenti rimarrebbero nascoste

– Rubina Madan Fillion

Mentre l’IA potenzia alcune aree del giornalismo, ne minaccia altre, in particolare i contenuti esplicativi e generalisti. Marie Gilot sostiene che i lettori si rivolgono sempre più a strumenti come ChatGPT per spiegazioni, ricette e notizie utili, causando una potenziale perdita totale di traffico di ricerca per gli editori.

Parallelamente, sta emergendo quello che Daniele Trielli definisce “giornalismo agentico”: un tipo di giornalismo progettato non per i lettori umani, ma per i sistemi di IA e gli agenti automatizzati.

• Caratteristiche del Giornalismo Agentico:

    ◦ Formato: Non segue una struttura narrativa tradizionale, ma utilizza formati leggibili dalle macchine come elenchi puntati o file JSON.

    ◦ Ruolo del Giornalista: Si trasforma in un indicizzatore di informazioni, fornendo dati strutturati (le cinque W, citazioni, contesto) che l’IA assemblerà a destinazione.

    ◦ Conseguenze: I giornalisti cedono ulteriore controllo editoriale a intermediari algoritmici, riducendo la professione a un’operazione di inserimento dati e a un’”appendice della meta-industria algoritmica”.

I sistemi di intelligenza artificiale non hanno bisogno di articoli con un attacco forte, un paragrafo chiave o flussi narrativi; hanno bisogno di contenuti pertinenti per l’utente, nuovi e leggibili dalle macchine

Daniele Trielli

I rischi nascosti: pregiudizi e controllo ideologico

Parker Molloy avverte che l’adozione diffusa dell’IA nelle redazioni introduce un rischio sottile ma pervasivo: i pregiudizi ideologici inseriti nei modelli di IA.

• Influenza Invisibile: Man mano che i giornalisti utilizzano strumenti di IA per la ricerca e la sintesi, i pregiudizi insiti in questi strumenti plasmeranno la copertura in modo invisibile, indirizzandola verso prospettive considerate “neutrali” dai creatori dei modelli.

• “Resa Automatica”: A differenza delle decisioni editoriali umane, che possono essere identificate e criticate, il pregiudizio algoritmico opera in background, portando a una “resa automatica” a un’agenda esterna.

Quello che succederà sarà sottile: l’equivalente algoritmico di editor che hanno interiorizzato quali storie sono “troppo politiche” e quali sono “equilibrate”

Parker Molloy

Il giornalismo prodotto da esseri umani diventerà ancora più prezioso

Diversi esperti concordano sul fatto che, in un mondo inondato di contenuti generati dall’IA, il giornalismo prodotto da esseri umani diventerà ancora più prezioso.

• Katie Drummond (Wired): Prevede una “ripresa del giornalismo, della scrittura e del lavoro guidati da esseri umani” poiché il pubblico si stancherà dei contenuti artificiali.

• Patricia Campos Mello (Folha de São Paulo): Sottolinea che i modelli di IA necessitano di informazioni accurate e di alta qualità per essere addestrati, evidenziando il bisogno fondamentale di un processo giornalistico rigoroso.

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La riconfigurazione del pubblico e del consumo di notizie

Le abitudini e le aspettative del pubblico stanno cambiando radicalmente, costringendo il giornalismo a riconsiderare i formati, i toni e gli approcci emotivi.

Dalla Fatica alla Gioia: Il Ruolo delle Emozioni

Il consumo di notizie è un’esperienza profondamente emotiva. Stephanie Edgerly sostiene che, oltre alla “stanchezza da notizie”, un altro fenomeno sta modellando le abitudini del pubblico: la JOMO (Joy of Missing Out), ovvero la gioia di perdersi qualcosa.

• JOMO vs. FOMO: A differenza della “paura di perdersi qualcosa” (FOMO), che spinge a un consumo maggiore, la JOMO descrive il sentimento positivo che deriva dal disimpegnarsi dalle notizie. Le persone non evitano le notizie solo perché sono stressanti, ma perché non consumarle le fa sentire bene.

• Implicazioni per le redazioni: Le organizzazioni giornalistiche dovrebbero esplorare modi per rendere l’informazione un’esperienza più gioiosa, ad esempio raccontando storie edificanti o riconoscendo che il consumo di intrattenimento può aiutare il pubblico a “ricaricarsi” emotivamente per affrontare notizie più difficili.

L’ascesa dell’autenticità e delle narrazioni umane

In un’epoca di disinformazione e contenuti artificiali, il pubblico desidera ardentemente l’autenticità.

• Cosa Cerca il Pubblico: Narrazioni approfondite, incentrate sui personaggi, che mostrano le sfide, le vulnerabilità e le emozioni della vita reale. Il pubblico vuole andare “dietro le quinte”.

• Critica al Giornalismo Tradizionale: Molti formati giornalistici sono percepiti come stereotipati, artificiali e privi di umanità. Lo stile distaccato in terza persona spesso minimizza il dramma della vita reale.

• La Soluzione: Incoraggiare storie che seguono le persone nel tempo (un giocatore di football liceale per una stagione, un candidato al consiglio comunale), permettendo ai giornalisti di costruire narrazioni più autentiche e coinvolgenti.

In un’epoca in cui le bugie hanno sommerso il nostro dibattito politico e l’intelligenza artificiale ha riempito i nostri feed di falsità, le persone desiderano ardentemente contenuti autentici

Bill Adair

Oltre lo stereotipo: la dieta mediatica dei giovani

Gretel Kahn sfida la nozione che i giovani siano interessati solo a video brevi in stile TikTok. La realtà è che consumano regolarmente contenuti di lunga durata su piattaforme come YouTube e Twitch.

• Piattaforme Dominanti: YouTube è il canale video predefinito della Generazione Z. L’ente regolatore britannico Ofcom ha osservato che i video di tendenza su YouTube assomigliano sempre più alla TV tradizionale (interviste lunghe, quiz).

• Formati Popolari:

    ◦ Podcast Video: Programmi come The Joe Rogan Experience (episodi di ~3 ore) e Call Her Daddy (episodi di ~1 ora) raccolgono milioni di visualizzazioni su YouTube.

    ◦ Live Streaming su Twitch: Si concentra su sessioni di ore, con categorie non legate al gaming (come commenti di esperti e notizie) in costante crescita.

• L’Opportunità Mancata: Le redazioni che si concentrano esclusivamente su video brevi per attirare i giovani perdono milioni di minuti che questo pubblico sta già dedicando a creatori e influencer che producono contenuti approfonditi.

La questione non è più se i giovani abbiano la pazienza di affrontare argomenti approfonditi e articolati,
ma se i giornalisti abbiano l’immaginazione
necessaria per soddisfarli

Gretel Kahn

Personalizzazione cognitiva e notizie modulari

Alyssa Zeisler prevede che la personalizzazione delle notizie andrà oltre i semplici suggerimenti basati sui clic. Nel 2026, la personalizzazione cognitiva adatterà il formato e la presentazione delle informazioni al modo in cui funziona il cervello dell’utente.

• Formati adattivi: Lo stesso reportage potrebbe essere presentato come un riassunto dei “fatti chiave” per chi è sopraffatto, una versione con un’inquadratura orientata alle soluzioni per chi è stanco della negatività, o con ponti contestuali legati agli interessi dell’utente.

• Architetture di contenuto modulari: Il giornalismo deve essere strutturato in elementi costitutivi (fatti, contesto, narrazione) che possono essere riassemblati in modi diversi, dotati di etichettatura trasparente e timbri di provenienza.

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Ridefinire il ruolo e la missione del giornalismo

Le fondamenta stesse della professione giornalistica sono oggetto di riesame, con nuove teorie su come affrontare la disinformazione, servire le comunità e misurare il proprio valore.

Dal Fact-Checking al Friction-Checking

Valérie Bélair-Gagnon sostiene che la disinformazione non è principalmente un problema di verità, ma un fenomeno emotivo e strutturale. Le falsità più dannose si diffondono perché esprimono rabbia, segnalano identità e incanalano la sfiducia verso le istituzioni.

• Il Limite del Fact-Checking: Correggere un’informazione falsa non risolve le frustrazioni reali che l’hanno resa attraente in primo luogo.

• Il Concetto di Friction-Checking: Questo approccio si chiede: “Perché questa storia sta avendo risonanza proprio ora e per chi?”. Si concentra sulla comprensione delle “frizioni” (frustrazioni, ansie, squilibri di potere) che permettono alle falsità di prosperare. La disinformazione diventa una “mappa delle ferite comuni”.

• Nuovi Ruoli per i Giornalisti: I giornalisti diventeranno “mappatori di comunità”, monitorando i climi emotivi e cercando le “micro-verità” — le piccole lamentele genuine a cui si collegano le grandi narrazioni false.

Nel 2026, la domanda più urgente non sarà «Cosa è vero?», ma «Perché questa storia sta avendo risonanza proprio ora e per chi?»

Valérie Bélair-Gagnon

Il Giornalismo Informale e Comunitario

Garry Pierre-Pierre afferma che il futuro dell’informazione si sta già realizzando al di fuori delle redazioni tradizionali, in particolare nelle comunità di immigrati.

• Reti di Informazione Esistenti: Figure come pastori, barbieri, vicini e moderatori di gruppi WhatsApp agiscono già come fonti di informazione vitali, traducendo documenti, spiegando la burocrazia e verificando voci in tempo reale.

• Informazione come sopravvivenza: Queste comunità trattano l’informazione non come un prodotto civico, ma come un “sistema di sopravvivenza”.

• “Lingue Disordinate”: Il futuro non è bilingue, ma multilingue e disordinato. Le testate che abbracciano questa complessità linguistica cresceranno.

• La lezione: Il pubblico non sempre vuole un articolo; a volte vuole solo chiarezza e guida. Le testate che operano all’interno delle comunità, e non ai margini, avranno successo.

Nel 2026, sempre più testate giornalistiche capiranno che le persone non sempre vogliono un articolo. A volte vogliono solo chiarezza

Garry Pierre-Pierre

Oltre la fiducia: nuovi elementi di valore

Danielle K. Brown mette in discussione l’ossessione del settore per la “fiducia”, sostenendo che questa può avere un rovescio della medaglia.

• Il pericolo della fiducia cieca: La ricerca indica che le persone sono meno propense a mettere in discussione le fonti di cui si fidano ciecamente, delegando il pensiero critico.

• Il giornalismo dovrebbe aspirare a qualcosa di diverso.
Sebbene la fiducia sia cruciale in situazioni di emergenza (allerte meteo, evacuazioni), per la maggior parte delle notizie il giornalismo dovrebbe aspirare a qualcosa di diverso.

• Nuovi elementi: Invece della fiducia, il giornalismo dovrebbe puntare a guadagnare interesse, rispetto, impegno e coinvolgimento, incoraggiando il pubblico a riflettere, interrogarsi e partecipare al processo di creazione della notizia.

Affrontare le critiche con onestà

Joy Mayer esorta i giornalisti a smettere di essere sulla difensiva riguardo alle critiche del pubblico e ad ammettere che a volte sono fondate.

• Validità delle Critiche: La ricerca conferma che il giornalismo a volte dà priorità alla velocità a scapito dell’accuratezza, agisce come un attore di potere elitario e serve male o travisa le comunità che non rientrano nella sua lente (urbana, progressista, bianca, istruita).

Invece di lamentarsi, i giornalisti dovrebbero dedicare tempo a comprendere la confusione del pubblico e aiutarlo a distinguere le informazioni responsabili dal resto, guadagnandosi così il rispetto

joy mayer

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4. Strategie per la sopravvivenza e la sostenibilità

Di fronte a queste sfide, emergono strategie concrete per garantire che il giornalismo rimanga vitale e rilevante.

Il ritorno alle basi: contenuti a prova di IA

Con l’IA che domina i contenuti generici, le redazioni devono concentrarsi su ciò che non può essere facilmente replicato.

Marie Gilot identifica le categorie di contenuti vincenti:

• Notizie iperlocali

• Notizie dell’ultima ora (in tempo reale)

• Scoop e inchieste originali

• Narrazioni in prima persona degne di nota

• Giornalismo investigativo

L’Infrastruttura Digitale come Bene Pubblico

Kerri Hoffman sostiene che i media pubblici devono affrontare un problema critico di infrastruttura. Le attuali tecnologie di distribuzione sono frammentate e obsolete, costruite per un’era analogica.

• Il Problema: Le emittenti locali sono costrette a scegliere tra investire nel giornalismo o nella tecnologia necessaria per diffonderlo. Molti sistemi sottostanti sono controllati da piattaforme commerciali i cui incentivi non sono allineati con il servizio pubblico.

• La Soluzione: La creazione di un’infrastruttura digitale condivisa, come la Public Media Infrastructure (PMI), un’organizzazione no-profit che fornisce servizi di distribuzione, monetizzazione e analisi a tutte le stazioni gratuitamente. Questo permette alle redazioni di concentrarsi sulla produzione di contenuti.

Previsioni sul giornalismo del 2050

Un sondaggio della Columbia Journalism Review (CJR) tra leader del settore offre una visione del panorama mediatico a lungo termine, caratterizzato da una duplice tendenza: il consolidamento di pochi grandi attori e la proliferazione di operatori indipendenti.

PrevisioneSostenitore/iDettagli Chiave
I Grandi Marchi SopravvivonoBen Smith (Semafor), Emma Tucker (WSJ), David Remnick (The New Yorker)Marchi come il New York Times e il Wall Street Journal resisteranno grazie alla loro forza e alla capacità di monetizzazione.
Declino delle Reti TelevisiveBen Smith (Semafor)Le reti di informazione tradizionali (CNN, ABC, CBS) dovranno affrontare una crisi esistenziale in un mondo video dominato da personalità.
Dominio degli IndipendentiKara Swisher (New York Mag)Ci saranno meno organizzazioni giornalistiche aziendali e molte più realtà indipendenti.
Scomparsa dei Media TradizionaliTaylor Lorenz (User Mag)La maggior parte delle organizzazioni tradizionali fallirà; il giornalismo sopravviverà in forme nuove e diverse.
Rinascita del LocaleEsther Wang (Hell Gate)C’è la speranza che un consistente finanziamento pubblico sosterrà un ecosistema dinamico di testate locali.
Personalizzazione EstremaKara Swisher (New York Mag)Le notizie saranno consumate tramite dispositivi visivi (occhiali) e saranno personalizzate per ogni individuo.