Ci sono alcune cose attorno al processo a Meta che dobbiamo dirci francamente, ancora di più ora che il colosso digitale ha raggiunto un accordo con 47 Stati Usa, il Distretto di Columbia e i territori Usa, impegnandosi a pagare fino a 17,1 miliardi di dollari e ad apportare modifiche sostanziali ai propri prodotti per limitare i danni alla salute dei minori.
La prima cosa che dobbiamo dirci ĆØ che per un colosso che solo nel 2025 ha fatturato 200 miliardi di dollari un patteggiamento di 17 miliardi non ĆØ una tragedia.
Molti adulti e molti genitori sono convinti che Meta sia stata sconfitta soprattutto quando ammesso che farĆ modifiche sostanziali ai suoi prodotti per limitare i danni alla salute dei minori. Peccato che ā come ha ben scritto Giovanni Tridente in questo post https://www.facebook.com/share/p/19UwNgtpTW/?mibextid=wwXIfr ā buona parte dei divieti che Meta dovrebbe mettere in atto per proteggere i minori di 16 anni erano giĆ nelle mani dei genitori.
Non so se ci avete fatto caso, ma quando lāamministratore delegato di Instagram, Adam Mosseri, ĆØ stato chiamato a testimoniare, gli ĆØ stata posta una domanda semplice: gli strumenti pensati per proteggere i ragazzi da un uso eccessivo della piattaforma funzionavano davvero? Sotto giuramento, ha ammesso che li usava solo una quota minima di adolescenti. Non ha detto ānon funzionavanoā. Ha detto qualcosa che dovrebbe farci riflettere tutti: quasi nessuno li usava.
Poche ore dopo, ĆØ arrivata la notizia dellāaccordo. In cambio della chiusura della causa, Meta si ĆØ impegnata a introdurre modifiche concrete entro pochi mesi: verifica dellāetĆ , stop ai filtri che alterano lāaspetto fisico, fine della riproduzione automatica dei video. Quali di queste promesse sopravviveranno intatte nellāaccordo finale, ancora non si sa. Il paragone che circola di più negli Stati Uniti ĆØ proprio con le big tobacco, che negli anni Novanta patteggiarono cifre miliardarie senza mai ammettere di aver progettato le sigarette per creare dipendenza.
Il patteggiamento chiude il fronte più grande. Non chiude il problema. Restano migliaia di cause simili pendenti negli Stati Uniti, tra cui quella giĆ decisa in New Mexico, dove una giuria aveva condannato Meta a 345 milioni più altri 521 destinati a un fondo per lāassistenza ai giovani. Restano le cause delle singole famiglie. E resta, sullo sfondo, la strada scelta dallāAustralia: vietare i social agli under 16, invece di negoziare correzioni parziali.
Per quello che si sa fino adesso, non cāĆØ nessuna clausola dellāaccordo che preveda un controllo indipendente sui cambiamenti promessi. Nel frattempo, appena diffusa la notizia, le azioni Meta sono salite del 5% in borsa.
PerchƩ al centro di questa storia, purtroppo, prima delle persone ci sono i soldi.

