Quanti lettori hanno davvero i quotidiani italiani?
Segnalo, perché merita di essere letta con attenzione, la newsletter di , uscita questa settimana con un’analisi dei primi dati “digital+print” certificati da Audicom (nata dalla fusione di Audiweb e Audipress). Il numero 110 scompone per la prima volta le platee “deduplicate” di carta e digitale dei principali brand editoriali italiani: Corriere della Sera e Repubblica guidano il mercato nel giorno medio, ma con modelli molto diversi — Repubblica ha un pubblico quasi interamente digitale (solo il 5% legge esclusivamente carta), mentre testate come Gazzetta dello Sport o Il Sole 24 Ore mantengono uno zoccolo duro di lettori “solo stampa” molto più solido. Simi introduce anche un utile “indice di volatilità” per distinguere i giornali-“fortezza”, con un pubblico fedele ma statico, dai giornali-“takeaway”, usati come commodity e poi abbandonati. Un lavoro di data journalism raro nel panorama italiano: se vi occupate di media, vale la pena iscriversi. https://open.substack.com/pub/leliosimi/p/mediastorm-110-quanti-lettori-hanno?r=3modz&utm_medium=ios
La Commissione europea si prepara a presentare a settembre un pacchetto di misure sulla sicurezza online dei minori che va ben oltre il divieto d’accesso ai social per gli under 13.
A chi sostiene che l’UE è in ritardo, ricordo che nel 2016 chiese a tutti i paesi membri di vietare i social ai minori di 16 anni ma nessuno Stato rispose. E l’Italia, fece molto di peggio: nel 2018 abbassò il limite a 14 anni.
Da allora a oggi una cosa cambiata: vietare i social minori e diventato anche un tema di propaganda politica e quindi elettorale.
Ma torniamo allo studio UE.
Un report di 156 pagine, firmato da 67 esperti tra pediatri, psicologi e sociologi, propone un approccio “social media+” che coinvolgerebbe anche app store, chatbot di compagnia basati su IA e piattaforme di videogiochi. Il nodo più delicato riguarda però il design stesso delle piattaforme: scrolling infinito, autoplay e meccanismi che generano dipendenza resterebbero un problema anche dopo la verifica dell’età, se non vengono modificati alla radice. Bruxelles ha già aperto procedimenti contro Meta e Bytedance per pratiche ritenute in violazione del Digital Services Act. https://www.mediatrends.it/lue-ha-in-mente-ben-piu-di-un-blocco-dei-social-per-i-minori-ed-e-unimpresa-titanica/
La CEI e la sfida di un’IA “di prossimità”
Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio nazionale per le Comunicazioni sociali della Conferenza episcopale italiana, si interroga sulla possibilità di una “tecnologia di prossimità” che non si limiti a rendere le persone più efficienti o connesse. Richiamando l’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, Corrado propone di ripensare la tecnologia come “artefatto relazionale”: piattaforme che rendano visibili le persone dietro i dati e traducano la connessione in responsabilità condivisa. La proposta si concretizza in reti locali di apprendimento e laboratori scolastici che uniscano competenze tecniche e riflessione etica, in un’ottica che privilegia — sono parole sue — “la lentezza riflessiva contro la dittatura del presente”. https://www.agensir.it/quotidiano/2026/7/17/intelligenza-artificiale-corrado-cei-realizzare-una-tecnologia-di-prossimita-che-riconsegna-alla-persona-il-primato-della-sua-dignita/
Rappler ripensa il rapporto con il lettore
La testata filippina Rappler sta sviluppando un “Intelligent Reader Assistant”, un sistema basato sull’intelligenza artificiale che punta a colmare il divario di contesto che spinge i lettori ad abbandonare un articolo a metà. L’idea nasce da un dato interno: solo il 15% delle sessioni sul sito coinvolge più di una pagina. Il progetto, finanziato dal JournalismAI Innovation Challenge con il sostegno della Google News Initiative, si affianca a strumenti già in uso come Rai, il chatbot che risponde alle domande dei lettori attingendo esclusivamente al patrimonio giornalistico verificato di Rappler. L’obiettivo non è spingere altri contenuti, ma rafforzare quello che in letteratura si chiama “information scent”: i segnali che dicono al lettore se vale la pena proseguire nella lettura. https://www.rappler.com/about/intelligent-reader-assistant/
Anthropic entra nelle aule scolastiche
Anthropic ha lanciato Claude for Teachers, uno strumento di IA pensato per aiutare gli insegnanti a pianificare lezioni allineate agli standard scolastici statunitensi, differenziare la didattica per ogni studente e analizzare i dati di classe. Il servizio, per ora in fase di test solo negli Stati Uniti, permette di caricare lo storico di uno studente — verifiche, compiti, materiali — per costruire un percorso su misura. Anthropic ha dichiarato che i dati non saranno usati per addestrare i propri modelli e che sta collaborando con l’American Federation of Teachers sulle pratiche di privacy. Un progetto pilota partirà nel distretto scolastico di Detroit. Non è la prima iniziativa del genere: OpenAI aveva lanciato ChatGPT for Teachers già a novembre 2025. https://www.primaonline.it/2026/07/15/478714/anthropic-lancia-lia-per-aiutare-gli-insegnanti/
In Etiopia verificare i fatti può costare la vita
Quando in Italia parliamo di Fact, checking spesso facciamo dell’ironia su chi lo fa. Ma ad HaqCheck, organizzazione di fact-checking con sede ad Addis Abeba, i pochi verificatori rimasti raccontano un lavoro dove ogni errore può costare vite umane. Durante la guerra del Tigray (2020-2022), un’immagine falsa bastò a svuotare un intero villaggio; un professore universitario fu ucciso dopo essere stato bersaglio di un post Facebook che ne travisava l’identità etnica, episodio che portò la sua famiglia a fare causa a Meta. Con solo il 21% della popolazione etiope connessa a internet, le voci false viaggiano comunque capillarmente attraverso il passaparola, raggiungendo proprio chi non ha accesso ai social per verificarle. Il ritiro di Meta dal fact-checking di terze parti ha aggravato la situazione, mentre i vincoli valutari del paese rendono proibitivi gli strumenti di verifica professionale. https://www.niemanlab.org/2026/07/in-ethiopia-fact-checking-can-be-a-matter-of-life-and-death/
Il prezzo nascosto dello smartphone: i pollici
I medici lanciano un allarme sul cosiddetto “pollice da smartphone”, un termine che raccoglie diversi disturbi legati all’uso prolungato del telefono: rigidità, scatti articolari, fino a tunnel carpale, artrite e tenosinovite di De Quervain. Il problema non è nuovo — vent’anni fa si parlava di “BlackBerry thumb” — ma il tempo trascorso oggi sullo schermo lo ha reso molto più diffuso. I chirurghi suggeriscono soluzioni pratiche: alternare le mani, usare l’indice al posto del pollice, sfruttare la dettatura vocale o accessori a presa ad anello, oltre a semplici esercizi di stretching quotidiano. https://it.euronews.com/next/2026/07/17/lo-smartphone-rovina-i-pollici-come-fermare-i-danni
Netflix conferma: l’IA generativa è ormai nella catena produttiva
Nella lettera agli azionisti per il secondo trimestre 2026, Netflix ha ammesso di aver utilizzato flussi di lavoro basati sull’intelligenza artificiale generativa in circa 300 produzioni originali distribuite da inizio anno. L’uso si concentra soprattutto in post-produzione, per correggere illuminazione, dettagli ambientali e scene che altrimenti sarebbero state tagliate per motivi di budget. La svolta è arrivata dopo l’acquisizione, per circa 600 milioni di dollari, di InterPositive, la startup di IA per il cinema fondata da Ben Affleck. Tra gli usi più discussi, la clonazione vocale autorizzata dell’attore scomparso Gene Wilder in un reality show. Il co-CEO Ted Sarandos insiste sul fatto che l’IA non sostituisce gli artisti ma offre loro “strumenti migliori”. https://multiplayer.it/notizie/netflix-ammette-intelligenza-artificiale-300-film-serie-2026.html
Il tool. Gemini Omni Flash, il nuovo modello video di Google messo alla prova
Google ha lanciato due nuovi modelli generativi nella famiglia Gemini: Nano Banana 2 Lite, per la generazione di immagini in circa quattro secondi a un costo di 0,034 dollari ogni mille immagini, e Gemini Omni Flash, dedicato alla generazione e all’editing di video tramite comandi in linguaggio naturale, con clip fino a dieci secondi al costo di 0,10 dollari al secondo. In un video pubblicato su YouTube, il creator italiano Raffaele Gaito mette alla prova entrambi gli strumenti, mostrandone le funzionalità di editing conversazionale e la possibilità di trasformare immagini generate con Nano Banana 2 Lite in brevi clip video. Google propone i due modelli in combinazione, pensati per flussi di lavoro rapidi e ad alto volume, in diretta concorrenza con strumenti come Veo 3.1 Fast. https://youtu.be/VcN60bnvAyw

